{"id":822,"date":"2020-05-15T19:02:53","date_gmt":"2020-05-15T17:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/?p=822"},"modified":"2020-06-18T19:34:22","modified_gmt":"2020-06-18T17:34:22","slug":"you-are-here","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/you-are-here\/","title":{"rendered":"You are here"},"content":{"rendered":"<p>Il conflitto tra istinto e strategia \u00e8 inerente alla progettazione della segnaletica. C\u2019\u00e8 poi la questione dell\u2019imprevedibilit\u00e0 pianificata, conosciuta anche come \u2018avventura\u2019 o, pi\u00f9 modernamente, come \u2018l\u2019esperienza\u2019: si viaggia con in mente una destinazione, naturalmente, il cosiddetto \u2018viaggio da A a B\u2019; a volte, tuttavia, \u00e8 piacevole combinare la meta con un percorso eccitante che consenta di scoprire luoghi interessanti lungo la strada. Chiss\u00e0 quali piaceri inaspettati ci possono essere in un negozio&#8230;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il defunto ergonomo Harm Zwaga dell\u2019Universit\u00e0 di Utrecht citava tre modi in cui la segnaletica aiuta il viaggiatore:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>raggiungere la propria destinazione<\/li>\n<li>seguire un percorso specifico<\/li>\n<li>esplorare l\u2019ambiente circostante<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019esperienza ha dimostrato che gran parte dei viaggiatori vuole raggiungere tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente.<br \/>\nNella maggior parte dei casi, la linea che separa le esigenze istintuali del momento e un programma pianificato in anticipo semplicemente non esiste. E quando esiste, \u00e8 al massimo un confine piuttosto indistinto. Chi viaggia in aereo vuole fondamentalmente raggiungere l\u2019uscita d\u2019imbarco (destinazione), ma non prima di aver fatto il <i>check-in<\/i>, acquistato un quotidiano, aver bevuto un caff\u00e8 e utilizzato la toilette (percorso). Girovagare in negozi interessanti lungo la strada \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 in pi\u00f9 (esplorare l\u2019ambiente circostante).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Nonostante il passeggero voglia il maggior tempo possibile per fare shopping, egli vuole anche trovare il chiosco dei giornali, prendere il caff\u00e8, individuare la toilette e seguire il percorso pi\u00f9 breve e veloce per arrivare alla sua uscita, preferibilmente senza interruzioni costanti che possono fargli perdere il volo. In molti aeroporti una serie ininterrotta di annunci risuona dagli altoparlanti del sistema di amplificazione, per esortare i passeggeri in ritardo a presentarsi immediatamente alla loro uscita altrimenti il loro bagaglio sar\u00e0 scaricato dall\u2019aereo. In altre parole, chi viaggia in aereo si trova intrappolato tra il desiderio di seguire i propri istinti naturali di rilassatezza e il bisogno di mettere a punto una strategia efficiente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_824\" aria-describedby=\"caption-attachment-824\" style=\"width: 840px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-824 size-large\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-1800x1117.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-1800x1117.jpg 1800w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-300x186.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-768x477.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-1536x953.jpg 1536w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2-2048x1271.jpg 2048w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-2.jpg 2237w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-824\" class=\"wp-caption-text\"><em>68 siti di maggiore interesse, 99 chiese, 151 monumenti, 98 hotels<\/em><br \/><em>68 Major sights, 99 churcs, 151 palaces, 98 hotels<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Facciamo un passo indietro nel tempo, in un\u2019epoca in cui viaggiare era davvero un\u2019avventura, un\u2019epoca con poca segnaletica e nessun sistema GPS, quando il modo pi\u00f9 veloce di spostarsi era a cavallo. (Sfortunatamente, i briganti che in quel periodo rendevano la vita pericolosa sono ritornati, a quanto pare, sotto forma di pirati che creano diversi problemi alle imbarcazioni che navigano a largo della costa della Somalia).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I \u2018segnali\u2019 posizionati dentro e intorno alle citt\u00e0 erano gli unici punti di orientamento per il viaggiatore. I primi erano rappresentati dai nomi delle strade che conducevano alle citt\u00e0, e questo risale al tempo dei Romani. Lungo la Via Appia e la Via Aurelia, per esempio, si inizi\u00f2 a costruire secoli prima della nascita di Cristo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Le locande erette agli incroci e presso gli attraversamenti dei fiumi erano luoghi ideali per ottenere informazioni riguardo la strada. E il profilo della citt\u00e0 all\u2019orizzonte aiutava il viandante a identificare da lontano la propria destinazione, poich\u00e9 la sagoma di ogni citt\u00e0 era unica, grazie alle variazioni architettoniche di chiese, fortificazioni, castelli e degli altri grandi edifici. (Il riconoscimento del profilo delle citt\u00e0 all\u2019orizzonte rimane un metodo attendibile per i marinai, che si affidano anche ai segnali dei fari, ciascuno dei quali emette uno schema distintivo di segnali). Le strade terminavano alle porte della citt\u00e0, che spesso portavano i nomi della citt\u00e0 da cui vi si arrivava \u2013 piuttosto utile, specialmente per coloro che viaggiavano nella direzione opposta. Le strade principali di una citt\u00e0 iniziavano alle porte d\u2019ingresso; esse erano spesso strade commerciali, che in molti casi prendevano il nome anche dalle citt\u00e0 vicine (ad esempio \u2018Corso Venezia\u2019 a Verona, \u2018Via Senese\u2019 a Firenze, \u2018Via Torino\u2019 a Milano). Conosciute come \u2018strade radiali\u2019, si estendevano come una ragnatela attraverso il centro della citt\u00e0, dove il campanile di una chiesa o la torre del municipio, ergendosi molto pi\u00f9 in alto degli altri edifici, potevano essere visti da lontano.<br \/>\nAnche punti di riferimento come fiumi, castelli, monasteri e chiese, questi ultimi costruiti spesso sulle cime delle colline, servivano da segnali. I fiumi che scorrevano attraverso le citt\u00e0 dividevano le aree urbane in quartieri peculiari e spesso differenziati per ceto sociale, con nomi caratteristici: Trastevere (Roma), Southbank (Londra), Noord (Amsterdam), Rive Gauche (Parigi), Hudson (New York e New Jersey) e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Questi punti di riferimento concreti, paragonabili alle informazioni fornite dai satelliti GPS odierni, includono:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&#8211; vie e strade<br \/>\n&#8211; incroci e piazze<br \/>\n&#8211; fortificazioni (mura della citt\u00e0)<br \/>\n&#8211; fiumi e ponti<br \/>\n&#8211; edifici sulla cima delle colline<br \/>\n&#8211; punti pi\u00f9 alti (torri) nei centri cittadini<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tali riferimenti aiutavano i viaggiatori a stimare sia la distanza sia la direzione. Il campanile della chiesa \u00e8 davanti o dietro di me? Mi sto allontanando o avvicinando alle porte della citt\u00e0? La differenza maggiore tra l\u2019uso del sistema GPS e il viaggio nei tempi antichi \u00e8 che i vecchi viandanti raccoglievano informazioni oralmente da una variet\u00e0 di fonti, inclusi locandieri, bottegai, contadini e altri viaggiatori. Questi contatti fornivano informazioni non solo sulle condizioni delle strade (allagamenti, ponti crollati), ma, molto pi\u00f9 importante, anche su potenziali pericoli (briganti, soldati) e su cosa si sarebbe trovato a nel luogo in cui si stava andando (corruzione, rivolte, occupazione militare).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Persino i primissimi sentieri e vie formavano delle reti di comunicazione che collegavano paesi, citt\u00e0 e nazioni tra di loro. Solitamente queste strade si basavano su caratteristiche geografiche: serpeggiando tra le vallate, oltre i valichi di montagna e lungo fiumi abbastanza profondi da essere guadati, le strade seguivano la traiettoria pi\u00f9 corta possibile. Strade panoramiche e sentieri rustici come quelli che si trovano negli odierni parchi nazionali e riserve naturali erano inconcepibili: erano sia rischiosi sia poco pratici. Inoltre, solo i benestanti avevano abbastanza tempo libero per godersi tali piaceri. Le strade percorse da molti viaggiatori offrivano sicurezza numerica: maggiore protezione dai ladri (le merci costose spesso venivano trasportate in carovane scortate da guardie armate), insieme ad agevolazioni lungo il cammino. Dopotutto, la distanza che uomo e animale potevano percorrere senza fermarsi per cibo, acqua e riposo era limitata.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 tardi, e comunque ancora molti secoli fa, le mappe comparvero sulla scena. I primi esempi abbastanza piccoli da poter essere trasportati da un individuo erano destinati alle imbarcazioni che navigavano in alto mare, per tracciare rotte favorevoli tra porti commerciali e per aiutare gli esploratori in cerca di risorse di valore \u2013 tesori come oro, argento e spezie esotiche \u2013 o pensate per attendere i propri fortunati scopritori in aree remote del mondo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mappe permanenti, alcune dipinte sui muri, altre intarsiate in pavimenti di marmo, adornavano le stanze di castelli, palazzi, municipi ed altri edifici importanti. Molte di esse erano create non per assistere i marinai in navigazione tra i flutti, ma per dimostrare il potere del governo sulle terre e territori che occupava. Altri primissimi esempi erano le mappe di propriet\u00e0, utilizzate per la registrazione dei terreni, e le mappe militari.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I primi nomi registrati dati alle strade principali, solitamente costeggiate da file di alberi per creare ombra, possono essere rintracciati nell\u2019antica Roma. Queste strade, costruite principalmente per scopi militari, erano usate dalle armate romane sia in viaggio verso i possedimenti territoriali dell\u2019impero, conosciuti anche come \u2018province\u2019, sia di ritorno a Roma, dove marciavano invariabilmente attraverso la citt\u00e0 in processione trionfale. Piuttosto degno di nota il fatto che questa consuetudine razionale non ha avuto seguito fino all\u2019arrivo dell\u2019automobile, che ha portato con s\u00e9 la numerazione delle strade. Che ci crediate o meno, il sistema di numerazione stradale olandese \u00e8 stato completato negli anni Sessanta!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_825\" aria-describedby=\"caption-attachment-825\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-825 \" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-221x300.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-221x300.jpg 221w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-1033x1400.jpg 1033w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-768x1041.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-1133x1536.jpg 1133w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3-1511x2048.jpg 1511w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mijksenaar-3.jpg 1661w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-825\" class=\"wp-caption-text\"><em>Photo Paul Mijksenaar<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I primi cartelli a freccia (N.d.T. cartelli a forma di mano con indice puntato, tipici della tradizione anglosassone) sono apparsi agli incroci delle strade commerciali pi\u00f9 trafficate probabilmente non prima del XIX secolo e raramente indicavano qualcosa di diverso dalla prossima grande citt\u00e0 sulla strada. Successivamente arrivarono nelle citt\u00e0 i cartelli con l\u2019indicazione dei nomi delle strade, sebbene la numerazione delle case non sia stato uno sviluppo automatico di questa nuova consuetudine. Un\u2019attivit\u00e0 commerciale poteva fornire come indirizzo \u2018piazza del mercato\u2019, che era tutto ci\u00f2 di cui si poteva aver bisogno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I cartelli e le mappe non appartengono ad un sistema unico e onnicomprensivo ideato per assistere i viaggiatori; questi riferimenti mostrano solo un esempio di collegamenti disponibili che un individuo pu\u00f2 utilizzare per mettere insieme un itinerario personale per lo scopo a portata di mano: nobili motivi (pellegrinaggio), bramosia (conquista) o pura necessit\u00e0 (visite familiari, fuga, esilio, lavoro). L\u2019enorme aumento di mobilit\u00e0 che riguarda la nostra vita quotidiana \u2013 all\u2019inizio del XX secolo la maggior parte delle persone andava a lavoro semplicemente a piedi \u2013 sta portando alla luce l\u2019inadeguatezza di una rete di collegamenti designata (vie, strade, viali). I viaggiatori di oggi vogliono il percorso pi\u00f9 comodo e facile per raggiungere la loro meta, e lo vogliono immediatamente. Una descrizione dettagliata della direzione che ci\u00f2 prende \u00e8 di scarso interesse. Soltanto nel tempo libero (estremamente abbondante) sono meno preoccupati dalla destinazione finale e pi\u00f9 pronti a considerare come rendere piacevole il percorso tra A e B in un certo periodo di tempo, coprendo una distanza conosciuta e fermandosi lungo la strada per un caff\u00e8 e una <i>cr\u00eape<\/i>! Indicazioni colorate lungo il percorso prescelto sono sufficienti per i loro bisogni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un aumento del numero di percorsi \u2018limitanti\u2019: verso una citt\u00e0, un\u2019azienda, un parco o un edificio; verso una banchina del treno o verso l\u2019uscita dell\u2019aeroporto; verso il pronto soccorso; verso <i>Monna Lisa <\/i>al Louvre; e, finalmente, di nuovo verso l\u2019uscita e il parcheggio. Tali percorsi non offrono alcuna visione interna dello schema dei collegamenti di base.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La nostra dipendenza da percorsi predeterminati aumenta le probabilit\u00e0 di perder- ci (il GPS smette di funzionare e non c\u2019\u00e8 nessuna mappa in macchina), in parte perch\u00e9 siamo privi della capacit\u00e0 di rievocare una \u2018mappa mentale\u2019 di un\u2019area che non gioca pi\u00f9 il bench\u00e9 minimo ruolo nell\u2019informazione fornita. Questo effetto \u00e8 rafforzato dalle autostrade fiancheggiate sui due lati da chilometri infiniti di barriere acustiche e strade che attraversano gallerie dopo gallerie. (Lungo la strada che percorro ogni anno per arrivare in Italia, attraverso molte citt\u00e0 svizzere senza vedere alcuna citt\u00e0 neanche di sfuggita). Una risposta a questa situazione \u00e8 stata la costruzione di strade sempre pi\u00f9 specifiche, tra le quali le pi\u00f9 conosciute sono le strade ad anello, strade per parcheggi e hotel. Aggiungete a questo il perfeziona- mento della designazione alfanumerica delle strade: in Europa c\u2019\u00e8 una distinzione tra autostrade nazionale (numeri con la A e la N) ed europee (numeri con la E), strade nazionali, strade locali e vie di citt\u00e0, ognuna con il proprio vasto sistema di norme che si riferiscono ad argomenti come la velocit\u00e0 massima (e minima) e il tipo di automobilista consentiti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che vediamo oggi negli edifici \u00e8 una totale noncuranza della libert\u00e0 potenziale di movimento del visitatore e nessuna possibilit\u00e0 di sviluppo di intuito spaziale. I vaghi riferimenti ad una destinazione, come ad esempio Hc.2.513, non costituiscono delle eccezioni. Esclusivamente gli interni ed i meglio informati possono anche solo iniziare a decifrare un cartello che potrebbe (o non potrebbe) indicare la strada per l\u2019edificio H, ala C, 2\u00b0 piano, corridoio 5, stanza 13.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se i sistemi di navigazione GPS, portatili o integrati, gi\u00e0 cos\u00ec immensamente popolari, stiano continuando la loro impressionante avanzata. Immettiamo la destinazione, aggiungendo soste lungo la strada a nostro piacere, selezioniamo il percorso pi\u00f9 rapido o breve e partiamo. Quando ci avviciniamo a un incrocio, sentiamo una voce umana che ci dice dove andare. La percezione di un consiglio personale \u00e8 cos\u00ec forte che in breve ci sentiamo \u2018legati\u2019 a quella voce registrata che ci ordina di tornare indietro quando sbagliamo strada: urliamo stizziti a nostra volta, quasi senza renderci conto che la nostra reazione rimarr\u00e0 inascoltata. Questo aspetto di legame sembra essere la ragione della preferenza degli uomini per una voce femminile nei loro GPS&#8230;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ovviamente una ragione per la forte attenzione sul bisogno di architettura e design urbano intuitivi, di architettura che fornisca ai visitatori informazioni istantanee: la posizione dell\u2019ingresso all\u2019edificio e una vista trasparente di tutti gli spazi interni e servizi disponibili. C\u2019\u00e8 anche un bisogno di progetti di espansione urbana disposta nello stesso modo gerarchico dei centri storici: una piazza centrale con chiesa e municipio, circondata dalle principali vie commerciali e dalle case dei cittadini pi\u00f9 importanti e, in periferia, quartieri suddivisi per comunit\u00e0, alcuni con centri commerciali locali, per ospitare la popolazione rimanente. L\u2019Italia ha ancora centinaia di citt\u00e0 con centri medievali autentici che possono essere esplorati senza mappe o cartelli; una contraddizione rispetto ai molti progetti di espansione del XIX e XX secolo che sembrano essere stati disegnati e disposti indiscriminatamente, e che sono pi\u00f9 o meno interscambiabili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I designer di segnaletica che usano il termine <i>wayfinding <\/i>(N.d.T. letteralmente \u2018trovare la strada\u2019) desiderano sviluppare sistemi multifunzionali: vogliono un sistema con una rete sottostante di itinerari che possono essere usati in maniera ottimale, e ci\u00f2 inizia dando all\u2019utente una scelta fra il percorso pi\u00f9 corto e quello pi\u00f9 veloce e continua offrendo opzioni come il percorso pi\u00f9 bello, il pi\u00f9 tranquillo o il pi\u00f9 interessante. Le selezioni disponibili includerebbero ogni genere di attrazioni lungo la strada, come ristoranti, bar e, naturalmente, toilette pulite e sicure. Ugualmente importante, tuttavia, \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 del sistema di dare all\u2019utente una visione interna della topografia dell\u2019area.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 recente \u00e8 la <i>augmented reality<\/i>, (N.d.T. letteralmente \u2018realt\u00e0 aumentata\u2019), un sistema grazie al quale si pu\u00f2 orientare la fotocamera del cellulare verso un edificio o una strada e si ricevono istantaneamente informazioni sul <i>display<\/i>: la posizione della fermata della metropolitana, completa dei numeri della linea, l\u2019attuale mostra al museo, informazioni su una propriet\u00e0 in vendita o in affitto. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ampliato con dati sulle strade: dove conducono e cosa offrono (direzione, destinazioni, luoghi d\u2019interesse). I visitatori negli edifici possono usare il sistema per individuare una corsia di ospedale, un oggetto in un museo, uno stand di una fiera campionaria, tutto ci\u00f2 rimanendo completamente consapevoli di ci\u00f2 che li circonda. Gli utenti possono scegliere di seguire un percorso specifico o semplicemente di girovagare nell\u2019area in questione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Durante tutto il viaggio, il viaggiatore di domani avr\u00e0 a portata di mano una rete di percorsi disponibili e rilevanti, cos\u00ec come una selezione personale di destinazioni. Pu\u00f2 seguire il suo istinto e i capricci del momento o seguire una strategia di viaggio ben delineata e pianificata, ma avr\u00e0 anche la libert\u00e0 illimitata di cambiare idea e piani in ogni momento. Il sistema che usa gli fornir\u00e0 le ultime informazioni, costantemente aggiornate, che spaziano da osservazioni di carattere generale ai pi\u00f9 specifici dettagli disponibili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Nuovi scenari per la navigazione assistita<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 descritto da Paul Mijksenaar, la tecnologia informatica e le sue applicazioni sembrano venirci in aiuto anche nel campo del design delle direzioni e delle istruzioni. Il successo conclamato di prodotti quali i navigatori satellitari ne \u00e8 un chiaro esempio, ma non \u00e8 che l\u2019inizio di una possibile rivoluzione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il paesaggio naturale o poco antropizzato, come detto, presenta molte diversit\u00e0 dai moderni paesaggi urbani, caratterizzati da strutture difficilmente decifrabili (pensiamo ai labirinti dei centri commerciali con i loro livelli, mezzi livelli, scale mobili, parcheggi ecc&#8230;) e disturbati a livello sensoriale, visivo, auditivo, ma anche tipicamente fisico (affollamento). La soluzione \u2018satellitare\u2019 e quindi tecnologica, basata sul semplice inserimento di una destinazione attraverso lo schermo di un piccolo dispositivo, assiste il viaggiatore moderno attraverso la rete stradale sino alla soglia di questi \u2018templi della confusione\u2019 dove egli comunque si deve ancora affidare ai tradizionali sistemi di segnaletica (nel nostro paese, mi sia concesso, spesso migliorabili). Infatti l&#8217;esile segnale radio che dal satellite permette al nostro navigatore di identificare la sua posizione viene bloccato da pochi centimetri di soffitto; questo limite tecnico rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019introduzione di nuovi sistemi di localizzazione e navigazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di futuribili e poco implementabili <i>concept <\/i>di cellulari intelligenti che riconoscono luoghi ed edifici (comunque dallo straordinario valore visionario e di ispirazione) non esiste un vero strumento per la navigazione cosiddetta <i>indoor<\/i>. Come nel caso del GPS comunque, un sistema tecnologico, una sorta di navigatore personale che ci accompagni alla scoperta di questi luoghi, sarebbe complementare ad un sistema di segnaletica tradizionale migliorandone alcuni aspetti cruciali. In primo luogo sarebbe flessibile, incontrando le esigenze di continuo mutamento tipiche di questo contesto (si pensi alla continua riallocazione degli spazi in un ospedale o in un grande <i>corporate building<\/i>). Inoltre potrebbe azzerare le barriere culturali (soprattutto linguistiche) della variegata societ\u00e0 contemporanea. Dove il cartello \u00e8 un elemento statico, scritto in una o al massimo due lingue, con elementi grafici e simboli non riconosciuti da ogni cultura, un dispositivo intelligente si farebbe <i>trait d\u2019union <\/i>ed interfaccia tra il messaggio e diversi soggetti riceventi. Messaggio, che potrebbe diventare multisensoriale (video, audio, tattile) e quindi anche arricchire l\u2019esperienza della navigazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La tecnologia (e soprattutto la tecnologia informatica), che applicata al campo della navigazione assistita in prima istanza potrebbe sembrare prescrittiva, categorica ed autoritaria perch\u00e9 per sua natura funzionale e (spesso&#8230;) funzionante, si dimostra quindi un valido ed utile strumento in quanto flessibile ed adattabile a diversi contesti e bisogni. Inoltre la possibilit\u00e0 di affidarsi ad un sistema di navigazione sicuro ed affidabile libera l\u2019individuo dall\u2019ansia di perdersi e in questo modo stimola anche l\u2019esplorazione l\u2019iniziativa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La sfida di applicare tali paradigmi a nuovi contesti, come per l\u2019appunto grandi spazi non raggiunti dall\u2019attuale tecnologia, \u00e8 quanto da me intrapreso (con il supporto dello studio Mijksenaar) nel progetto <i>Mercator<\/i>.<br \/>\nL\u2019obiettivo di tale impegno \u00e8 quello di riuscire a sviluppare un sistema di navigazione per interni applicando i principi del <i>wayfinding <\/i>e i vantaggi sopracitati di uno strumento \u2018intelligente\u2019. Chiaramente il grande passo \u00e8 quello di creare una struttura (o meglio un\u2019infrastruttura), una piattaforma (come i satelliti per il GPS), su cui costruire il sistema. Il dilagare di dispositivi mobili dalle funzionalit\u00e0 sempre pi\u00f9 ricche sembra per\u00f2 un incoraggiamento in questo senso, poich\u00e9 essi consegnano gi\u00e0 buona parte della tecnologia nelle nostre mani liberando l\u2019infrastruttura da costosi investimenti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Infine, orientare con successo il viaggiatore non solo nello spazio reale ma anche attraverso lo spazio virtuale delimitato da mille finestre, pulsanti e <i>touch screens<\/i>, rappresenta un ulteriore imperativo nella progettazione, ma il solo tema come noto richiederebbe troppo tempo per essere qui trattato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Traduzione a cura di Giorgio Goi information designer presso Mijksenaar, Amsterdam.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\">[<b>english<\/b>]<\/span><\/p>\n<p>The conflict between instinct and strategy is inherent to the design of signage. And then there\u2019s the matter of planned unpredictability, also known as \u2018adventure\u2019 or, more contemporarily, as \u2018the experience\u2019. We travel with a destination in mind, of course: the so-called \u2018trip from A to B\u2019. Sometimes, though, it\u2019s nice to combine the end point with an exciting route that allows for the discovery of interesting spots along the way. Who knows what unexpected pleasures may lie in store . . .<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>The late University of Utrecht ergonomist Harm Zwaga cited three ways in which signage helps the traveller:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&#8211; To reach his destination<br \/>\n&#8211; To follow a specific route<br \/>\n&#8211; To explore an environment<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Experience has shown that a good many travellers want to achieve all three goals at once. In most cases, the line that separates the instinctual demands of the moment and a programme planned in advance simply does not exist. And when it does, it\u2019s a badly blurred boundary at best. An airline passenger ultimately wants to reach the gate (destination), but not before checking in, buying a newspaper, having a cup of coffee and using the toilet (route). Browsing in interesting shops along the way adds to the occasion (exploring the environment).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Although he wants as much shopping time as possible, he\u2019s also keen to find the newsstand, to grab that coffee, to locate the toilets and to take the fastest, shortest route to his gate, preferably without constant interruptions that might make him miss his flight. At many airports, a barrage of announcements blares from the PA system,\u00a0urging tardy passengers to report to the gate immediately or their baggage will be off-loaded from the aircraft. In other words, the air traveller finds himself trapped between a desire to follow his natural laid-back instincts and the need to map out an efficient strategy. Let\u2019s take a step back in time \u2013 to an age in which travel really was an adventure, an age with few signs and no GPS systems, when the fastest way to get around was by horse. (Unfortunately, the highwaymen that made life dangerous in those days have returned, it seems, in the form of pirates who make life miserable for ships sailing off the Somali coast.)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u2018Beacons\u2019 positioned in and around cities were the traveller\u2019s only points of orientation. The first were the names of roads leading to cities, and these date back to Roman times. Building began on the Via Appia and the Via Aurelia, for example, centuries before the birth of Christ.<br \/>\nInns erected at crossroads and river crossings were good places to get information about the route. And the skyline of a city in the distance helped the wayfarer to identify his destination, since each city\u2019s silhouette was unique, thanks to variations in the architecture of churches, forts, castles and other large buildings. (The recognition of city skylines remains a trusted means of navigation for mariners, who also rely on signals from lighthouses, each of which emits a distinctive pattern of beams.)<br \/>\nRoads ended at the city gates, which were often named for the town from which the person arriving had come \u2013 quite convenient, especially for those travelling in the opposite direction. The main streets of a city began at the entrance gates. These were frequently shopping streets, which in many cases were also named for nearby cities (e.g. \u2018Corso Venezia\u2019 in Verona, \u2018Via Senese\u2019 in Florence, \u2018Via Torino\u2019 in Milan), Known as \u2018radial streets\u2019, they spread like a cobweb towards the centre of town, where the tower of a church or city hall, rising high above all other buildings, could be seen from afar. Landmarks such as rivers, castles, monasteries and churches \u2013 often built on hilltops \u2013 also served as beacons. Rivers flowing through cities divided urban areas into distinctive, often socially differentiated neighbourhoods with characteristic names: Trastevere (Rome), Southbank (London), Noord (Amsterdam), Rive Gauche (Paris), Hudson (New York and New Jersey) and so forth.<br \/>\nThese physical reference points, comparable to information provided by today\u2019s GPS satellites, included:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&#8211; Roads and streets<br \/>\n&#8211; Intersections and squares<br \/>\n&#8211; Fortifications (city walls)<br \/>\n&#8211; Rivers and bridges<br \/>\n&#8211; Buildings on hilltops<br \/>\n&#8211; Highest points (towers) in city centres<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Such references helped travellers to estimate both distance and direction. Is the church tower in front of or behind me? Am I moving away from or towards the city gates? The main difference between the use of a GPS system and travel in ancient times is that early wayfarers gathered information orally, from a variety of sources, including innkeepers, shopkeepers, farmers and other travellers. Not only did these contacts pass on information about road conditions (flooding, collapsed bridges) but, even more important, about potential dangers (highwaymen, soldiers) and the situation at the final destination (corruption, riots, military occupation).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Even the very first paths and roads formed networks that connected villages, towns and countries with one another. Usually, these routes were based on geographical features. Meandering through valleys, over mountain passes and along rivers shallow enough to wade across, roads followed the shortest trajectory possible. Scenic routes and rustic paths of the type found in today\u2019s national parks and nature reserves were inconceivable: they were both risky and impractical. Besides, only the wealthy had enough \u2018free time\u2019 to enjoy such pleasures. Roads shared by many travellers offered safety in numbers: better protection against robbers (expensive goods were often transported in convoys accompanied by armed guards), combined with facilities along the way. After all, the distance that man and beast could travel without stopping for food, water and rest was limited.<\/p>\n<p>Much later \u2013 although still many hundreds of years ago \u2013 maps appeared on the scene. The first examples that were small enough for one person to carry were intended for vessels sailing the high seas, for charting favourable routes between ports of trade, and for aiding explorers in search of valuable resources \u2013 treasures like gold, silver and exotic spices \u2013 thought to await their fortunate discoverers in remote areas of the world. Permanent maps \u2013 some painted on walls, others inlaid in marble floors \u2013 adorned the rooms of castles, palaces, city halls and other important buildings. Most of these were created not to assist sailors in navigating the waves but to demonstrate a government\u2019s power over the lands and territories it occupied. Other early examples were property maps, used in land registration, and military maps.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>The first recorded names given to major roads, usually lined with trees to provide shade, can be traced to ancient Rome. These roads, built primarily for military purposes, were used by Roman armies heading either to the empire\u2019s territorial possessions \u2013 also know as \u2018provinces\u2019 \u2013 or back to Rome, where they invariably marched through the city in triumphal processions. Remarkably enough, this rational practice had no follow-up until the arrival of the car, which brought with it the numbering of roads. Believe it or not, the Dutch road-numbering system was not completed until the 1960s!<\/p>\n<p>It was probably not until the 19th century that the first \u2018pointing finger\u2019 signs appeared at the crossroads of well-travelled trade routes, rarely marked with anything other than a reference to the next large town on the route. What followed were signs<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>in cities that indicated street names, although house numbers were not an automatic spin-off<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>of this new custom. A business might give its address as \u2018market square\u2019, which was all anyone needed to know.<br \/>\nSigns and maps did not belong to one, all-encompassing system devised for aiding travellers. These references showed only a pattern of available connections, which an individual could use to piece together a personal itinerary for the purpose at hand: noble motive (pilgrimage), greed (conquest) or pure necessity (family visit, escape, exile, trade). The enormous increase in mobility that is affecting our daily lives \u2013 at the beginning of the 20th century, most people simply walked to work \u2013 has revealed the inadequacy of a designated network of connections (roads, streets, alleys). Today\u2019s travellers want the fastest, most comfortable route to their destination, and they want it immediately. A detailed description of the course it takes is of little interest. Only in their \u2013 extremely abundant \u2013 leisure time are they less concerned about the final destination and more prepared to consider how to enjoy the route from A to B within a certain period of time, covering a known distance and stopping along the way for a cup of coffee and a pancake! Coloured markers along the chosen route are sufficient for their needs.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>The result is an increase in the number of \u2018restrictive\u2019 routes: to a city, business park or building; to a train platform or an airport gate; to the hospital emergency room; to the Mona Lisa in the Louvre; and, finally, back to the exit and car park. Such routes provide no insight into the underlying pattern of connections.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Our dependence on predetermined routes increases our chances of getting lost (the GPS stops working, and there\u2019s no map in the car), in part because we lack the ability to recall a \u2018mental map\u2019 of an area that no longer plays even a minor role in the information provided. This effect is reinforced by motorways flanked on both sides by endless kilometres of sound barriers and roads that pass through tunnel after tunnel. (On the route I take every year to Italy, I drive through many Swiss cities without catching the slightest glimpse of the town itself.) One response to this situation has been the construction of more and more specific routes, the most well known being ring roads, parking routes and hotel routes. Add to this the refinement of the alphanumeric designation of roads: in Europe, there is a distinction between European (E numbers) and national motorways (A and N numbers), national roads, local roads and city routes, each with its own extensive system of rules pertaining to matters such as maximum (and minimum) speed and type of road user permitted.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>What we see in buildings today is a complete disregard for the visitor\u2019s potential freedom of movement and no opportunity for the development of spatial insight. Vague references to a destination \u2013 Hc.2.513, for instance \u2013 are no exception. Only insiders and savants can even begin to decipher a sign that may (or may not) point the way to Building H, Wing C, 2nd floor, Corridor 5, Room 13.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>No wonder that hand-held and in-dash GPS navigation systems, already so immensely popular, are continuing their impressive advance. We key in the final destination \u2013 adding stops along the way as desired \u2013 select the fastest or shortest route, and drive away. As we approach an intersection, we hear a human voice tell us which way to go. The perception of personal advice is so strong that we soon \u2018bond\u2019 with the canned voice that instructs us to turn around when we\u2019ve gone the wrong way \u2013 we shout back in anger, almost without realizing that our reaction goes unheard. This bonding aspect seems to be behind a man\u2019s preference for a female voice on his GPS . . .<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>There\u2019s clearly a reason for the strong focus on a need for intuitive architecture and urban design \u2013 for architecture that provides visitors with instant information: the location of the entrance to the building and a transparent view of all available interior spaces and facilities. There\u2019s also a need for urban-expansion projects laid out in much the same hierarchical way as the historical town centre: a central square with church and city hall, surrounded by the main shopping streets and the homes of prominent citizens and, on the periphery, guild-related neighbourhoods, some with local marketplaces, to house the remaining population. Italy still has hundreds of cities with authentic medieval centres that can be explored without maps or signs. What a contradiction to the many 19th- and 20th-century expansion projects that seem to have been designed and laid out indiscriminately, and that are more or less interchangeable.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Signage designers that use the term \u2018wayfinding\u2019 are keen to develop multifunctional systems. They want a system with an underlying network of routes that can be used optimally \u2013 that starts by giving the user a choice between the shortest and fastest route and continues by offering options such as the prettiest, most peaceful or most interesting route. The available selections would include all sorts of attractions along the way, as well as restaurants, caf\u00e9s and, of course, safe, clean toilets. Equally important, however, is the system\u2019s ability to give the user an insight into the topography of the area.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>The most recent example is \u2018augmented reality\u2019, a system that lets you aim the camera in your mobile phone at a building or street and receive instant feedback on your display: the location of a metro station, complete with line numbers; the current museum exhibition; information on a property for sale or for rent. This can be expanded with data on streets: where they go and what they offer (direction, destinations, points of interest). Visitors inside buildings can use the system to locate a hospital ward, an object in a museum, a trade-fair stand, all the while remaining completely aware of their surroundings. Users can opt to follow a specific route or simply to wander around the area in question.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Throughout his entire trip, the traveller of tomorrow will have at his fingertips a network of available and relevant routes, as well as a personal selection of destinations. He can go with his instincts and moment-to-moment whims or follow a well-mapped-out travel strategy \u2013 but he will also have unlimited freedom to change his mind and his plans at any time. The system he uses will provide him with the latest information, updated constantly, ranging from generalities to the most specific details available.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>New scenarios for assisted navigation<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>As Paul Mijksenaar has already said, informatics and its applications also seem to be helping us to design routing systems. The obvious success of products like satellite navigation systems is a good example, but it is only the beginning of a possible revolution. Natural landscapes, or those man has not populated, have little in common with modern urban landscapes, characterised by structures which are difficult to decipher (for example, shopping malls with their levels, half-levels, escalators, car parks etc&#8230;) and disturbing on a sensorial, visual, auditive level, but also typically physical (crowding). The \u2018satellite\u2019 and thus technological &#8211; solution, based on the simple insertion of a destination by means of the screen on a small device, assists the modern traveller along the roads leading up to these \u2018temples of confusion\u2019 where, in any case, he still has to rely on traditional sign systems (which could be better, in our country, I might add ). The weak radio signal from the satellite which allows our navigator to identify his position cannot get through a few centimetres of ceiling. This technical limit is an opportunity for us to introduce new systems of localization and navigation.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Apart from future, difficult to implement concepts concerning intelligent cell phones which recognise places and buildings (of extraordinary visionary value and inspiration) a real instrument for so-called indoor navigation does not exist. As in the case of GPS, a technological system, a sort of personal navigator which accompanies us in the discovery of these places, would complement a traditional signage set-up, improving certain of its crucial features. In the first place, it would be flexible, meeting the need for continuous alteration typical of this context (consider the continuous relocation of spaces in a hospital or a great corporate building). Besides this, it could eliminate cultural barriers (above all linguistic ones) in our variegated contemporary society. Where the sign is a static element, written in one or two languages at most, with graphic elements and symbols which are not recognised by other cultures, an intelligent device would be a trait d\u2019union and an interface between the message and the receiver. A message which could become multisensorial (video, audio, tactile) and thus also enrich the experience of the navigation.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Technology (and above all informatics) applied to the field of assisted navigation might at first seem prescriptive, categoric and authoritarian but because of its functional and (often&#8230;) functioning nature, it turns out to be a valid and useful instrument in that it is flexible and adapts to different contexts and needs. Furthermore, being able to trust a system of safe, reliable navigation removes the anxiety of getting lost and stimulates the exploration too.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Applying such paradigms to new contexts, like large spaces where current technology has not yet arrived, is the challenge I am facing (with the support of the Mijksenaar studio) in the Maercator project. The objective of this commitment is that of developing a navigation system for interiors by applying the principles of wayfinding and the above-mentioned advantages of an \u2018intelligent\u2019 instrument. Clearly, the biggest step is to create a structure (or rather an infrastructure), a platform (like GPS satellites) on which to construct the system. But the spread of mobile devices with increasingly more sophisticated functions seems to be encouraging in this sense, because they already deliver most of the technology directly, freeing the infrastructure of costly investments. Finally, routing the traveller successfully and not only in real space but also through virtual space delimited by hundreds of windows, buttons and touch screens, is a further imperative in planning but the theme, clearly, would require too much time to be discussed here.<\/p>\n<p><i>Curated by Giorgio Goi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>information designer at Mijksenaar, Amsterdam.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(Tratto da\/from: <a href=\"http:\/\/www.faustolupettieditore.it\/catalogo.asp?id=87\">NB. I linguaggi della comunicazione, Istinto e strategia, N.1, ANNO II, Logo Fausto Lupetti, Milano 2010<\/a>.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conflitto tra istinto e strategia \u00e8 inerente alla progettazione della segnaletica. 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