{"id":1564,"date":"2020-06-08T16:49:22","date_gmt":"2020-06-08T14:49:22","guid":{"rendered":"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/?p=1564"},"modified":"2020-06-18T19:22:06","modified_gmt":"2020-06-18T17:22:06","slug":"la-frammentazione-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/la-frammentazione-della-cultura\/","title":{"rendered":"La frammentazione della cultura"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1566\" aria-describedby=\"caption-attachment-1566\" style=\"width: 381px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-1566\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-1-01-300x260.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-1-01-300x260.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-1-01-768x667.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-1-01.jpg 918w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1566\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dettaglio della Terza lezione: disegno corsivo, dal Corso di disegno in 10 lezioni, pubblicata in Abitare e successivamente raccolte in Lezioni di disegno &#8211; Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, edizioni Rizzoli Milano 2008<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Abbiamo finora ascoltato dotte relazioni come quella di Marc Aug\u00e9 o come l\u2019ultima di George Ritzer. Relazioni apprezzabilissime, che condivido. Ma il problema \u00e8\u00a0che ognuno finisce per trovarsi ridotto e circoscritto all\u2019interno di determinate esperienze, o comunque, di una cultura specifica. Quando invece la questione che oggi ci proponiamo di affrontare \u00e8 la forma della citt\u00e0 e la forma delle leggi che la governano, come pure la forma della cultura dei suoi cittadini: un tema che solo secondariamente, e minimamente, \u00e8 riconducibile alla forma plastica degli edifici. Osservando come si comporta la gente (come vota, cosa fa, cosa guarda, come vive&#8230;) dico subito che la gente non \u00e8 affatto stupida.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>E, mettendo in discussione la totalit\u00e0 delle forme di insegnamento attuali &#8211; dalla primaria a quella liceale e, ahim\u00e8, fino a quella universitaria &#8211; dico subito che noi ci trasciniamo nel DNA la capacit\u00e0 di interpretare la forma. Non \u00e8 una capacit\u00e0 che deriva dagli ultimi due<br \/>\no tre mila anni di cultura, ovvero da quando si scrivono i libri. Essa \u00e8 il risultato di oltre un miliardo di anni di evoluzione, quella in cui si \u00e8 formato il nostro cervello. Un cervello che ha come obiettivo principale quello di far sopravvivere l\u2019organismo che dirige e, quindi, di far fronte alla complessit\u00e0 del mondo. La stessa capacit\u00e0 che permette a un topolino, come a un qualsiasi altro animale, di decidere molto rapidamente cosa fare, come fuggire o come aggredire. Il nostro cervello si \u00e8 sviluppato cos\u00ec. E, al di l\u00e0 dei lettori di libri di fantascienza degli imbecilli che immaginano di colonizzare la galassia, noi siamo esattamente questa cosa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quindi possediamo tutti quanti la capacit\u00e0 di capire e di auto-istruirci, osservando le cose e osservando i comportamenti delle persone. Su questo non c\u2019\u00e8 ombra di dubbio. Lo si pu\u00f2 verificare osservando i primi mesi, o il primo o il secondo anno di vita di ogni bambino: egli non sa nulla, non ha la concezione del tempo e dello spazio, non conosce i propri organi, non conosce nessuna parola. Ma da solo, attraverso il procedimento prassi\/teoria, conquista il mondo. Tanto che, paradossalmente, ho pi\u00f9 volte affermato che tutti i bambini che compiono due anni dovrebbero essere insigniti del Premio Nobel! Perch\u00e9 lo sforzo di intelligenza e il mistero di questa capacit\u00e0 che risiede in ogni bambino \u00e8 di gran lunga superiore a quella di qualunque Einstein.<br \/>\nTutte le persone hanno queste possibilit\u00e0, ma le sviluppano non tanto per merito dell\u2019educazione impartita, quanto attraverso l\u2019osservazione del reale. Non sto dicendo che l\u2019educazione \u00e8 tutta sbagliata e inutile. Ma nemmeno dobbiamo illuderci che, di per s\u00e9, l\u2019educazione valga davvero. Un bambino come si evolve? Si evolve non con le chiacchiere del padre o della nonna o della maestra d\u2019asilo; si evolve e capisce il mondo studiando i comportamenti altrui, osservando le cose. In Italia, ad esempio, si parla sempre della componente mafiosa del Paese. Ebbene, ho avuto qualche esperienza nel Sud e ho compreso che questa componente mafiosa non riguarda soltanto i comportamenti ascrivibili al codice penale, ma anche molti dei comportamenti delle persone per bene. \u00e8 una natura molto profonda, che ho potuto rintracciare anche nell\u2019eccesso di familismo da parte di gente che si ribella con sincerit\u00e0 alla mafia.<br \/>\nLeggendo i giornali o guardando quella sorta di parlamento politico che ormai \u00e8 diventata la televisione scopriamo che tutto \u00e8 diventato una cattedrale di consumo. Ma come mai la gente si comporta cos\u00ec? Come mai segue parole-sogno che non corrispondo a nessuna realt\u00e0? Come mai, in tutto il mondo, la gente insegue il sogno del Personal Computer? Il computer \u00e8 certamente una macchina potentissima: uno strumento che, alla stregua di un motore o di un cacciavite, in certi casi pu\u00f2 rivelarsi utilissimo. Ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato \u00e8 il sogno del Personal Computer come dispositivo che illude qualsiasi ignorante di saper fare di tutto! \u00e8 sbagliata l\u2019idea che si possa vivere senza contatto sociale. La democrazia \u00e8 delega.<br \/>\nTutti noi, se dovessimo scegliere un medico per un parente ammalato, non lo cercheremo certamente su internet o sulle pagine gialle: nei limiti delle proprie capacit\u00e0 economiche e delle proprie conoscenze, faremmo una accurata indagine chiedendo l\u2019aiuto di persone competenti. Io stesso, nonostante l\u2019antropologia sia una delle culture a cui sono pi\u00f9 vicino, non ho la pretesa di definirmi antropologo: mi occupo di capire cos\u2019\u00e8 la forma, l\u2019estetica. Cos\u00ec, nella necessit\u00e0 di approfondire un aspetto antropologico, non decido di compiere una ricerca affidandomi alle centocinquantamila voci che riguardano l\u2019antropologia su internet: con quale criterio? Posso costruire un percorso di studio basandosi solo sulla quantit\u00e0 delle informazioni? Piuttosto, chieder\u00f2 a Marc Aug\u00e9 o a chi, come lui, ha dedicato una vita intera allo studio di questa disciplina.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_1567\" aria-describedby=\"caption-attachment-1567\" style=\"width: 1014px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1567 size-full\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-2-01.jpg\" alt=\"\" width=\"1014\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-2-01.jpg 1014w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-2-01-300x111.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-2-01-768x283.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1014px) 100vw, 1014px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1567\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dettagli della Settima lezione: le conseguenze, dal Corso di disegno in 10 lezioni, pubblicata in Abitare e successivamente raccolte in Lezioni di disegno &#8211; Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, edizioni Rizzoli Milano 2008<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ho esordito con il dire che non vi dobbiamo insegnare nulla. Pi\u00f9 realisticamente, visto che alcuni di noi passano tutto il loro tempo a riflettere sulle parole e sulle idee, quello che in queste giornate di convegno possiamo provare a fare \u00e8 fornirvi qualche parola utile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Come possiamo uscire dalla situazione in cui si trova la citt\u00e0? Certamente non da soli. Nessuno, da solo, pu\u00f2 dare una sola risposta alla globalit\u00e0 dei problemi.<br \/>\nNonostante le universit\u00e0 di tutto il mondo si articolino in centinaia di corsi di studio, non esiste un luogo dove si persegua, con strumenti meno intuitivi o paradossali dei miei, una cultura davvero globale. Senza dubbio \u00e8 una difficolt\u00e0 enorme, perch\u00e9 parlare della cultura globale \u00e8 come parlare di Dio: significa parlare dell\u2019infinito. E non sar\u00e0 mai possibile arrivarvi compiutamente. Ma nemmeno possiamo illuderci di risolvere la complessit\u00e0 del reale affidandosi a regole da manuale. I manuali sono sempre scadenti perch\u00e9, per essere facilmente comprensibili, banalizzano i problemi, semplificando e schematizzando le cose. Ma sapere che esiste la globalit\u00e0, esiste un oceano dell\u2019infinito, che forse si pu\u00f2 costeggiare, \u00e8 vitale per attuare qualche decisione di progetto. E sottolineo di progetto, e non di conoscenza o di ricerca. Per anni, ho tenuto lezioni nelle facolt\u00e0 di architettura o di design, come nelle accademie di Belle Arti, dove gli allievi pi\u00f9 attenti tendono, sulla scorta anche dell\u2019influenza delle cattedre pi\u00f9 oneste, a produrre ricerca. Cos\u00ec preparano delle tesi con migliaia e migliaia di dati, e io ho sempre reagito brutalmente. \u00e8 chiaro che un progetto esprime qualit\u00e0 nei limiti in cui ha prodotto ricerca: per progettare bisogna ricercare e guardare soprattutto alla storia passata. Tuttavia, vi ho parlato della necessit\u00e0 di costeggiare l\u2019oceano del globale. E siccome so che la ricerca, per sua natura, \u00e8 diseconomica poich\u00e9 qualsiasi avanzamento implica sempre nuove domande, l\u2019interesse deve concentrarsi sul progetto. Un progetto deve essere realizzato in tempi storici, nell\u2019arco di una vita, nell\u2019arco dei dieci anni, perch\u00e9 altrimenti mutano tutte le condizioni economiche e sociali che lo hanno motivato.<br \/>\nIl progetto ha a che fare con il tempo. \u00e8 una decisione altra da tutta la conoscenza del mondo. \u00e8 bene avere una propedeutica generale di conoscenza del mondo, sapere che esistono infinite strade da poter intraprendere. Ma non posso produrre tutta la ricerca della descrizione del nome di Dio. Dunque, per prima cosa, \u00e8 necessario decidere in quale direzione andare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1568\" aria-describedby=\"caption-attachment-1568\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1568\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-3-01-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-3-01-300x168.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-3-01-768x429.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-3-01.jpg 992w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1568\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dettaglio della Quinta lezione: pausa opportuna, dal Corso di disegno in 10 lezioni, pubblicata in Abitare e successivamente raccolte in Lezioni di disegno &#8211; Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, edizioni Rizzoli Milano 2008<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La prima protesi che l\u2019uomo realizza ai fini della propria evoluzione, non \u00e8 il fuoco, non \u00e8 l\u2019amigdala, ma la parola. E il saper contare \u00e8 la protesi della parola. Un linguaggio che accomuna tutto il genere umano. Le parole si distinguono in sostantivi, verbi, congiunzioni, virgole e punti; tuttavia le differenze fra le diverse lingue sono facilmente superabili attraverso la traduzione. Piccole complicazioni, di un\u2019unica lingua. Una sola lingua che pu\u00f2 comunicare tutto, secondo necessit\u00e0: un orario dei treni, un inno, un romanzo, una commemorazione, un testo scientifico, un\u2019invenzione. Tutte le nostre conoscenze sono state rese possibili per la conoscenza di una lingua sola. Che fare in questa situazione che non riguarda solo Bari, ma tutto il mondo? Cosa pu\u00f2 fare una singola persona, o un piccolissimo gruppo? Possiamo affrontare tutti i problemi globali?<br \/>\nEbbene, io decido di prendere a calci gli architetti. Perch\u00e9? Perch\u00e9 per poter influire in un qualche modo sulla societ\u00e0 \u00e8 necessario che tutti gli architetti, pur nella pi\u00f9 totale libert\u00e0 progettuale e di ricerca, mostrino alcune coordinate di atteggiamento comuni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Una coordinata fondamentale di atteggiamento comune \u00e8 proprio il linguaggio. Nelle cattedrali del consumo descritte poco fa da George Ritzer il linguaggio non viene unificato: sono progettate perch\u00e9 \u00e8 il meccanismo assurdo della merce che lo richiede. Tutti i lavori intellettuali, anche in quelle situazioni che sembrano esserne libere, sono merce e ne condividono il ciclo di vita. Merce che deve deperire il pi\u00f9 rapidamente possibile. E il vero problema sono gli uomini-merce, gli zombie: i produttori di merce. Un produttore di merce, visto che questa deve continuamente rinnovarsi, deve continuare a produrre nuova merce. Chi fabbrica, chi schiaccia i bottoni, taglia il materiale ecc. deve essere il pi\u00f9 ignorante possibile. Deve conoscere e saper fare una cosa sola, che sia pressare uno stampo o approntare campagne pubblicitarie. Mi sento sempre obiettare che i nostri non sono pi\u00f9 i Tempi Moderni di Charlie Chaplin, che adesso non esiste pi\u00f9 quell\u2019operaio&#8230;ma avete mai parlato veramente con un manager, con uno dei tanti freelance che lavora per il sistema di produzione industriale? Sono esattamente quell\u2019operaio l\u00ec. L\u2019unica differenza \u00e8 che mangiano un po&#8217; di pi\u00f9. Sono pagati meglio, visto che devono comunicare un\u2019ignoranza intelligente, un\u2019ignoranza utile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Anch\u2019io che faccio il progettista industriale, dovrei essere ignorante. E siccome \u00e8 tutta la vita che lotto per non essere ignorante, pago lo scotto di fare quasi il morto di fame. E comunque ne sono contento.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_1569\" aria-describedby=\"caption-attachment-1569\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1569\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-4-01-269x300.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-4-01-269x300.jpg 269w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-4-01-768x858.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-4-01.jpg 973w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1569\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dettaglio della Quarta lezione: terza dimensione, dal Corso di disegno in 10 lezioni, pubblicata in Abitare e successivamente raccolte in Lezioni di disegno &#8211; Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, edizioni Rizzoli Milano 2008<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche il pubblico deve essere ignorante: pi\u00f9 ignorante \u00e8, pi\u00f9 viene infinocchiato dalle proposte. Anche le teorie devono esserlo: basti pensare a teorie di economisti, industriali come quella della rottamazione. Ma chi l\u2019ha detto che la citt\u00e0 deve essere rottamata? La gente non sa cosa ancora succeder\u00e0 tra dieci o quindici anni, ma la citt\u00e0 sar\u00e0 letteralmente rottamata. Questo \u00e8 il meccanismo della merce. Dico ai professori che in termini molto eleganti hanno raccontato molto bene questo fenomeno e dato delle notizie giuste, serie: questa \u00e8 la premessa fondamentale, non occorre commentarla. Dalla descrizione dello stato delle cose, poi, le persone che pensano sapranno trarne le conclusioni.<br \/>\nUn\u2019altra questione cruciale che riguarda il progetto \u00e8: dove decidiamo di andare? Ed \u00e8 la domanda pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 un progetto che non si limita a mettere in discussione centomila cattivi imprenditori, ma ci\u00f2 che pensano sette miliardi di persone! Senza dubbio, alcuni soggetti hanno influenzato il pensiero della maggioranza. In tutto il mondo si parla di tanto di democrazia, ma la democrazia non \u00e8 mai vera. Quasi sempre questa forma di governo si traduce, di fatto, in atti impuri. Esistono tre partiti che hanno influito pesantemente sulla storia e continuano a farlo tuttora. Il primo \u00e8 in piedi da duemila e cinquecento anni, il secondo da duemila anni e il terzo da circa un migliaio di anni. Sono i partiti di Abramo, o quelli fondati da Amenofi III il faraone transgender, che per primo declama: \u201cIddio \u00e8 uno solo: Ra, il sole\u201d. Partiti che in situazioni di confusione hanno conquistato il potere con la spada e con i rutti. E il re era colui che si proponeva come alfiere di Dio, promulgando anche una certa eticit\u00e0 e una certa possibilit\u00e0 di una vita collettiva, dando luogo alle prime regole. I dieci comandamenti. Onora il padre\u00a0e la madre vuole dire, semplicemente, onora la storia: non si pu\u00f2 capire dove andr\u00e0 il mondo se non si conosce l\u2019essenza della storia. Perch\u00e9 quello che quotidianamente possiamo leggere sui giornali di qualsiasi Paese \u00e8 stato tentato, e ripetuto, migliaia di volte nell\u2019arco degli anni. E solo se si \u00e8 consapevoli di questo possiamo giudicare se le leggi proposte oggi siano ben fatte o meno. Partiti politici che, per affrontare il problema dell\u2019infinito e di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 immediatamente risolvibile e verificabile, inventano l\u2019idea di Dio e l\u2019idea della costruzione della societ\u00e0. Dove risiede la forza di questi partiti? Nelle regole, nella proposta di un\u2019utopia. Utopia che, per definizione, non \u00e8 realizzabile. Ma, infatti, si tratta di un\u2019utopia furba, perch\u00e9 promette di realizzarsi dopo la morte.<br \/>\nChiss\u00e0 se sar\u00e0 davvero cos\u00ec: non possiamo saperlo e non lo sapremo mai. I tre partiti propongono alcune regole utili e possono essere ridotti a un unico grande partito, fortemente pessimista: quello che crede che l\u2019uomo sia debole e che, abbandonato a se stesso, si comporti come un maiale, una bestia, una iena. A fronte della confessione e del perdono il partito ipotizza determinate regole. \u2018Tu peccherai comunque. L\u2019importante \u00e8 che, per\u00f2, ogni tanto, ti ricordi della via\u2019 questo l\u2019elemento di fondo di una siffatta visione pessimistica dell\u2019Uomo. Tre partiti come tre religioni che pur litigando fra di loro, non a caso, sono fortemente d\u2019accordo nel rifiutare la nuova religione, la nuova fede: la laicit\u00e0. Quella visione che non accetta descrizioni infantili del perch\u00e9 della Vita, dell\u2019Uomo e dell\u2019Universo e che cerca di stare coi piedi per terra. Oggi siamo in una situazione dove non si fronteggiano pi\u00f9 una destra e una sinistra. Siamo di fronte a una specie di cosa collosa dove la pensano tutti uguale. Venticinque anni fa, in Italia, \u00e8 uscita una legge che consentiva ai bambini di decidere di seguire o meno l\u2019ora di religione a scuola. Il risultato \u00e8 stato che il bambino usciva di classe per fare ginnastica! Ma laicit\u00e0 non significa occuparsi di educazione fisica! Mia figlia, addirittura, passava l\u2019ora alternativa a quella di religione in corridoio: una cosa folle. Se c\u2019\u00e8 un\u2019ora di religione tenuta secondo il folclore cattolico, ci deve essere anche un\u2019altra ora di religione tenuta secondo gli ideali laici, cio\u00e8 secondo quei principi propedeutici all\u2019etica comunicabili a un bambino. I problemi in cui ci muoviamo non sono pi\u00f9 problemi di cose materiali, ma di idee e di sostanza. Parlate della citt\u00e0. Ma guardando la storia, si riscopre ogni volta l\u2019allegoria della Torre di Babele: gli uomini vogliono raggiungere Dio che vive in alto. E incominciano a costruire una torre sempre pi\u00f9 alta. Questa antichissima allegoria suggerisce che Dio rende difficile il dialogo. Ma non \u00e8 cos\u00ec! \u00e8 quello che stiamo facendo a rendere difficile la comunicazione\u00a0tra gli uomini: nel secolo scorso \u00e8 nato un altro dio: il dio della tecnologia. E la tecnologia qualche piccolo problema, forse, lo risolve. Ma non risolve i problemi dell\u2019umanit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1570\" aria-describedby=\"caption-attachment-1570\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1570\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-5-01-269x300.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-5-01-269x300.jpg 269w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-5-01-768x857.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mari-5-01.jpg 1004w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1570\" class=\"wp-caption-text\"><em>Studi preparatori per l\u2019Allegoria della morte, 1987<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La torre sta crollando. Non perch\u00e9 Dio obbliga a parlare in modi diversi; si sta sgretolando a causa di tutte le false speranza, le cattive educazioni, i miraggi che ne hanno motivato la costruzione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Voglio chiarire meglio la mia posizione: ci sono due malattie che, spesso, le persone non chiamano col loro nome. \u2018Quella malattia\u2019, dicono. Si tratta del cancro e dell\u2019Aids, malattie per cui non sono ancora stati trovati vaccini. Vi sono terapie, ma in molti casi non si guarisce del tutto. La ricerca di vaccini e terapie impegna laboratori di tutto il mondo &#8211; non dimentichiamoci dell\u2019interesse economico legato a simili cure &#8211; e, effettivamente ci sono dei progressi. Di fatto, se uno \u00e8 abbastanza ricco o non proprio poverissimo, pu\u00f2 convivere con un cancro anche per vent\u2019anni e morirne magari a novantacinque anni: poco importa, sarebbe morto comunque! Oppure chi contraeva l\u2019Aids quindici anni fa moriva in pochi mesi, mentre adesso pu\u00f2 vivere anche oltre dieci anni. Si tratta di terapie costose, ma comunque qualcosa \u00e8 stato ottenuto grazie allo sforzo di studiosi che, a differenza di quanto sto facendo io, non fanno critiche radicali ma, si rimboccano le maniche, e ogni giorno cercano di lavorare per la collettivit\u00e0. Per\u00f2 nessuno urla sui giornali \u201cCom\u2019\u00e8 bello il cancro! Com\u2019\u00e8 bello l\u2019Aids!\u201d. \u00c8 invece quello che succede quando alla televisione si declama \u201cCostruiremo il ponte sullo Stretto di Messina!\u201d oppure \u201cFaremo le esposizioni universali ma, per le esposizioni universali, dovremo costruire anche il quartiere!\u201d. Com\u2019\u00e8 possibile che la gente non si ribelli a questo?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sarebbe giusto che nelle scuole non si insegnasse agli studenti a progettare prima dei venticinque anni, che si facesse ricerca, conoscenza e rilievo. Solo dopo aver superato quel limite di sapere propedeutico, i giovani dovrebbero iniziare a confrontarsi con le problematiche del progetto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che il pianeta ha il cancro.<br \/>\nQuando nel corso del mio contributo all\u2019interno del film documentario Birdwatching che \u00e8 stato proiettato questa mattina, affermo che la citt\u00e0 deve essere chiusa da mura, definita all\u2019interno di una certa dimensione e che, se per qualsiasi ragione quello spazio non \u00e8 sufficiente, nel rispetto del territorio \u00e8 necessario fondare un\u2019altra citt\u00e0 a s\u00e9 stante. Nell\u2019antichit\u00e0, il territorio era un definito <i>res nullius <\/i>dove ci si approvvigionava di vegetali e di carne, un posto pericoloso, luogo di paludi e foreste. La citt\u00e0 si circondava di mura.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 il cancro? Sono cellule che si sviluppano oltre natura. Il pianeta sta morendo.<br \/>\nLa crisi che stiamo vivendo negli ultimi due anni, era prevedibile gi\u00e0 trent\u2019anni fa. Chi come me legge e osserva il mondo ne era a conoscenza e sa che aumenter\u00e0 ancora. Il mercato globale l\u2019ho sempre chiamato sfruttamento globale. Adesso si piangono e si pisciano tutti addosso, a partire dall\u2019America. Ma se si sono suicidati, andando a trovare il lavoro che costa dieci, venti, trenta volte meno! Questo \u00e8 il risultato dei meccanismi dell\u2019industria. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 il sistema mafioso siciliano o quello delle universit\u00e0, di fatto, il primo vero sistema mafioso da condannare \u00e8 proprio dell\u2019industria, che arriva a fare le leggi a sua misura. Meglio fermarsi qui, prima che qualcuno scriva che mangio i bambini&#8230;<br \/>\nBisogna cominciare a cambiare rotta. L\u2019unico progetto possibile \u00e8 capire come decondizionare la gente da questo sogno infinito. Restituire un significato al termine \u2018etica\u2019 che invece continua a essere una parola vuota.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Intanto, provare a distinguere tra etica e morale. Due concetti che, in un qualche, modo dialogano. Ma, se non mi sbaglio, mentre la morale riguarda gli individui, l\u2019etica riguarda la collettivit\u00e0. E molte affermazioni della morale sono contrarie a quelle dell\u2019etica. Che poi queste posizioni morali siano motivate dalla paura della perdita della giovinezza piuttosto che dalla fame vera, \u00e8 una questione riconducibile ad aspetti individuali. Qual \u00e8 la differenza tra morale ed etica? Lo chiedo a Marc Aug\u00e9 e a tutti gli altri studiosi riuniti in questo convegno. Voi credete che lo sappiano? No, sono confusi. Conoscere la differenza tra gli ideali, cio\u00e8 l\u00e0 dove ti spinge il cuore come sarebbe giusto fare, con tutte le diversit\u00e0 culturali delle persone, \u00e8 politica. Si continuano a confondere le utopie, si usa la parola politica in termini impiastricciati. La politica oggi vuol dire solo come addurre gli altri a s\u00e9. \u00e8 il rapporto delle tecniche sociali. Mentre una politica onesta dovrebbe avere degli obiettivi etici, degli obiettivi ideologici precisi. Quindi, dovremmo incominciare a precisare: \u00e8 possibile, professor Marc Aug\u00e9, immaginare alcune parole comuni, da divulgare alla gente comune? E quando dico alla gente, non mi riferisco agli industrialotti brianzoli o a coloro che hanno fatto i soldi inventando una scarpetta da califfo col ricciolo e la nappa, ma sto pensando agli aborigeni che ho visto fuggire dalle foreste della Amazzonia per andare a vivere nelle <i>favelas <\/i>desiderate come un sogno. Perch\u00e9 in discarica, almeno, si mangia; mentre nella foresta, qualche volta si mangia, qualche volta non si mangia. Un sogno dove si pensa a un futuro di comodit\u00e0 universale secondo il modello europeo.<br \/>\nMa questo stesso modello europeo si \u00e8 sviluppato negli ultimi cinquecento anni unicamente conquistando continenti, attuando genocidi, depredando il mondo. Senza doverne fare una questione etica o una questione morale, l\u2019inseguimento di un simile modello \u00e8 materialmente insostenibile: la mucca-mondo da cui mungiamo i materiali, mungiamo tutte le ricchezze, non ce la fa a produrre lusso per tutti. Invece, anche le persone pi\u00f9 povere guardano a questo modello come a un sogno. Un desiderio da realizzare giocando alla lotteria e comprando il Gratta&amp;Vinci. Che resta solo un sogno. \u00c8 importante svegliarci da questo sogno, altrimenti quello che succeder\u00e0 nel futuro sar\u00e0 un incubo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Trascrizione dell\u2019intervento di Enzo Mari al Secondo Convegno internazionale di studio\u00a0<b>&#8220;La citt\u00e0 senza nome. Segni e segnali nel paesaggio contemporaneo&#8221;\u00a0<\/b>(Villa Romanazzi-Carducci, Bari | 22-23 ottobre 2009).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo finora ascoltato dotte relazioni come quella di Marc Aug\u00e9 o come l\u2019ultima di George Ritzer. Relazioni apprezzabilissime, che condivido. 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