{"id":1395,"date":"2020-06-01T11:36:41","date_gmt":"2020-06-01T09:36:41","guid":{"rendered":"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/?p=1395"},"modified":"2020-06-18T19:25:05","modified_gmt":"2020-06-18T17:25:05","slug":"un-arco-di-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/un-arco-di-luce\/","title":{"rendered":"Un arco di luce"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 stato detto che su questo numero della rivista Nota Bene si \u00e8, opportunamente, scelto di ripubblicare <i>Goethe e la teoria dei colori <\/i>di Gillo Dorfles, breve saggio apparso originariamente nel 1949 sulle pagine della rivista La rassegna d\u2019Italia (anno IV, n. 11- 12). Con mio grande imbarazzo, mi \u00e8 stato molto gentilmente richiesto di commentare, in qualche misura l\u2019iniziativa. Dopo alcuni sbandamenti, scoperte e esitazioni, ecco le righe che ho messe assieme per venire incontro alla gentile, ma impegnativa richiesta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Le due esplicite incursioni che Goethe conduce nelle province delle <i>scienze<\/i>, come gi\u00e0 allora potevano essere percepite sono, in modo pi\u00f9 completo e coerente, da un lato, il <i>Farbenlehere <\/i>stesso e dall\u2019altro, con un\u2019attitudine meno sistematica e pi\u00f9 <i>lirica <\/i>ci\u00f2 che possiamo ancora leggere nella sua poesia, del 1798 chiamata <i>Die Metamorphose der Planzen. (1)<\/i><\/p>\n<figure id=\"attachment_1397\" aria-describedby=\"caption-attachment-1397\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1397\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-1-01-278x300.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-1-01-278x300.jpg 278w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-1-01-768x828.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-1-01.jpg 1099w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1397\" class=\"wp-caption-text\"><em>fig.1. Disegno che intende rappresentare la progressiva evoluzione e devoluzione di alcune foglie. Utilizzando questa grafica molto didattica, ma anche intensamente metaforica l\u2019autore evoca, magari non consciamente l\u2019idea stessa di arcobaleno ossia di un \u201caccordo\u201d, di un patto tra l\u2019Uomo e la Natura<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il rapporto percettivo e ideale che Goethe, ma anche Schiller, pongono alla base delle loro intuizioni sulla vera e propria <i>gestalt <\/i>delle piante \u00e8 la base da cui parte Jochen Bockem\u00fchl per analizzare le osservazioni \u201cscientifiche\u201d sulla cosiddetta <i>Metamorfosi<\/i>. Il primo passo che, a livello del nostro linguaggio odierno non ha, poi, pi\u00f9 molto senso \u00e8 la necessit\u00e0 di comprendere: <i>\u201c<\/i>cosa sia una Pianta<i>\u201d<\/i>, <i>\u201c<\/i>come essa sia capace di crescere in diverse condizioni di vita<i>\u201d<\/i>, <i>\u201c<\/i>che tipo di morfologia essa sia in condizioni di <i>esprimere\u201d <\/i>e simili prese di coscienza. Ma, anche una decente definizione di cosa sia un <i>impulso<\/i>, un <i>abbozzo<\/i>, la stessa <i>dilatazione <\/i>potrebbero aiutarci per comprendere la vera essenza del discorso sulla Metamorfosi. Forse l\u2019attuale termine molto generale di Ecologia potrebbe essere l\u2019attrezzo linguistico che ci porta il pi\u00f9 vicino possibile al modo di pensare, e di scrivere di Goethe<i>. <\/i>Nella poesia cui abbiamo accennato esiste una ben precisa strategia cromatica, un vero disegno progressivo e strutturato in cui il termine <i>colore <\/i>gioca un ruolo critico. Riporto qui, accanto al numero progressivo del verso, le connotazioni cromatiche: <i>luce <\/i>(v.13) e questa \u00e8 la necessaria introduzione linguistica a tutta l\u2019argomentazione lirico-tecnica che seguir\u00e0, <i>incolore <\/i>(v.17), qui, si fa notare la curiosa assenza di colore nel seme \u00abche cresce nella notte\u00bb, dove <i>notte <\/i>non indica, ovviamente quella particolare sezione del giorno ma: \u00ab &#8230; il buio che si sprigiona nella forma pi\u00f9 alta di tanti colori\u00bb (v. 45)<i>, <\/i>\u00abla foglia colorata avverte la mano divina\u00bb (v. 52), infine per esplodere \u00abnel brulichio colorato che non si agita pi\u00f9 vertiginosamente nel tuo spirito\u00bb (v. 52). Alla fine, si comprende lo scopo un po\u2019 didattico e maschile di Goethe che si china su di una fanciulla \u00abturbata dal multiforme miscuglio dei fiori\u00bb. Si tratta di una <i>Geliebte <\/i>il cui delicato orecchio pena nell\u2019ascoltare: \u00ab&#8230;i barbarici accenti dei nomi dei fiori\u00bb. \u00c8 proprio nel 1799 che Henrik Steffens, il cui tedesco, barbaricamente commisto ad un corretto, ma alieno accento danese, nel suo <i>Was ich erlebte <\/i>scrive: \u00abGoethe aveva un gran desiderio di comunicare, per lui si trattava di convincere giovani naturalisti della giustezza delle proprie opinioni\u00bb. Goethe aveva, d\u2019altronde il 29 maggio 1801, scritto allo stesso Steffens: \u00abmi devo sentire piacevolmente ricompensato se trovo compagnia in giovani che avanzano vivacemente sullo stesso terreno &#8230; quando arrivano da regioni lontane, per incontrarmi senza alcun appuntamento &#8230;\u00bb. \u00c8 un poco triste e deludente sapere che proprio nello stesso mese circa egli scrivesse a Wolf, deridendo apertamente il povero ingenuo e incantato Steffens(2) (<i>fig.1<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ma, \u00e8 davvero il momento di lasciare Goethe e le sue <i>Urplanzen <\/i>da lui viste o meglio, intuite, nel giardino botanico di Padova nel settembre 1786 ma assorbite psicologicamente nell\u2019estatico pomeriggio passato in loro compagnia, pochi mesi dopo, nel giardino pubblico prossimo al porto di Palermo, il sette di aprile dello stesso anno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1398\" aria-describedby=\"caption-attachment-1398\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1398\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-2-01-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-2-01-300x232.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-2-01-768x595.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-2-01.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1398\" class=\"wp-caption-text\"><em>fig. 2 Il trittico delle delizie che, qui, appare chiuso con le due ante esterne che si completano, figurativamente, a vicenda. Nelle riproduzioni in cui il fatto che il dipinto venne concepito ed eseguito engrisaille le strisce di luce possono essere prese per l\u2019arcobaleno. Ma \u00e8 troppo evidente che siamo ancora al Terzo giorno della Creazione<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La vera originaria, capostipite di tutte le piante attende ancora: \u00ab&#8230;sulla sua foglia colorata il tocco della mano divina\u00bb. Occorre, talvolta, far parlare direttamente chi parl\u00f2, dio, in questo caso: \u00abEgli disse: questo \u00e8 il segno dell\u2019alleanza \/ che pongo tra me e voi &#8230; il mio arco lo pongo sulle nubi \/ &#8230; l\u2019arco sar\u00e0 sulle nubi e io lo guarder\u00f2 per ricordare l\u2019alleanza eterna tra dio e ogni essere che vive in ogni carne sulla terra&#8230;\u00bb. strettamente parlando, il fatto che l\u2019arco sia il nostro arcobaleno, o il suo equivalente in altre lingue, non \u00e8 esplicitato. La componente essenziale dell\u2019arco \u00e8 per noi la sua forma, arcuata, e il suo colore, ordinato e molteplice. Il resto non viene commentato direttamente nel testo biblico. Prima di lasciare l\u2019argomento si pu\u00f2 ricordare che, almeno nella \u201czona arcaica\u201d la Bibbia non presenta informazioni visive particolari, piuttosto, essa \u00e8 ricca di connotazioni acustiche e molti degli episodi si rammentano soprattutto per le informazioni del rumore, delle voci, dei suoni associati all\u2019azione. torniamo, quindi al pi\u00f9 familiare mondo delle immagini e concentriamoci su di una complessa ed inusuale immagine connessa con il processo creativo. Per ragioni che qui non interessano il mondo sociale, psicologico e mentale nel quale si mosse e produsse Jheronimus Bosch imponeva di non rendere comunemente visibile l\u2019opera degli artisti cui proprio quelle opere erano state commissionate. sul piano pratico ed esecutivo questa attitudine si esprimeva nella attenta costruzione di <i>\u201c<\/i>polittici<i>\u201d <\/i>che fosse facile tenere ben chiusi per una grandissima parte del tempo. \u00c8 il caso tipico delle due ante che chiudono in modo perentorio e solido il cosiddetto <i>Trittico delle Delizie <\/i>tuttora conservato al Prado. Non sar\u00e0 stato certo un caso se il dipinto centrale rutilante di colori smaglianti, cristallini, splendidi e preziosi venga reso invisibile, una volta che le ante sono chiuse, da una immagine dipinta <i>en grisaille <\/i>in un grigio morbido, intensamente \u201cprivo di colore\u201d. \u00c8 il terzo Giorno, sulla terra, ancora disabitata ancora dominano delle forme sospese tra la natura vegetale e quella minerale. Le acque della creazione stanno, sembra, ritirandosi: \u00ab&#8230; le acque che stanno sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo ed appaia l\u2019asciutto &#8230; e cos\u00ec avvenne\u00bb. Naturalmente, in cielo, abbiamo ancora grandi nuvole stranamente realistiche e \u201cmeteorologicamente corrette\u201d. Quando Goethe, nel suo sincero trasporto d\u2019ammirazione per Sir John Howard che, proprio a causa dei suoi studi sulle nubi era entrato, nel 1756, a far parte della Royal Society inneggia ai \u201cCumuli\u201d scrive: \u00ab&#8230; se la massa grandeggiante ancora pi\u00f9 il alto \u00e8 chiamata, allora provate, laggi\u00f9, in basso, un timore, un vago senso di angoscia per una cosa che, in alto, ci minaccia &#8230;\u00bb. Ma la chiusura del polittico e l\u2019accostamento reciproco delle due ante mette in evidenza, soprattutto, un altro elemento, sulle prime non dominante. Si tratta di una serie arcuata di tracce luminose che connettono ancora il cielo e la terra. Di cosa si tratta? Sulle prime, inevitabilmente, l\u2019arco luminoso ricorda l\u2019arcobaleno. Ma questo non pu\u00f2 essere, ovviamente. un arcobaleno prima del Diluvio, prima dell\u2019Alleanza? Naturalmente ci\u00f2 \u00e8 illogico. Eppure, si tratta di una luce arcuata e, sembra, molteplice(3) (<i>fig. 2<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1399\" aria-describedby=\"caption-attachment-1399\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1399\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-3-01-255x300.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-3-01-255x300.jpg 255w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-3-01.jpg 525w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1399\" class=\"wp-caption-text\"><em>fig. 3 Uno dei tantissimi dettagli che mostra la sottilissima abilit\u00e0, anche tecnica ed esecutiva, oltre che espressiva e suggestiva, di Jheronimus Bosch proprio nel manipolare in modo magistrale e sottile il colore. Non solo il color grigio.<\/em><br \/><em>fig. 4 Il recto della moneta di Pisanello con la scritta DON.INIGO.DE.DAVALOS. Il bel- lissimo e giovane Cimabellano indossa il tipico copricapo fiammingo che porta il lungo panno che avvolgeva anche il volto nei giorni invernali.<\/em><br \/><em>fig. 5 Il verso della stessa medaglia, con il misterioso paesaggio montano, il cielo fittamente stellato e, soprattutto, la enigmatica forma, assolutamente non comune della sfera sospesa nel nulla. Curiosissimo il materiale che la contiene e la determina in basso. Una sorta di cesta di vimini.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019immagine \u00e8 cos\u00ec atipica ed unica nella storia dell\u2019arte da aver suscitato curiosit\u00e0 e sospetti. Qui, per semplicit\u00e0 e per non interrompere la narrazione si accenna velocemente ad una ipotesi interessante che pu\u00f2, tra l\u2019altro permetterci di proseguire il lavoro. Secondo alcuni autori il \u201cmodello\u201d potrebbe derivare dal verso di una moneta scolpita e coniata da Pisanello attorno al 1449-1450, il <i>Trittico delle Delizie <\/i>viene comunque datato attorno al 1503-1504 e su entrambe, per quanto remote tra loro, pesa l\u2019ambiente, la tradizione, il mondo politico e di potere spagnoli. Comunque sia, Alfonso d\u2019Aragona ha un \u00abHombre muy amado y intrinsico\u00bb nel nobile Don I\u00f1igo de Aval e gli conferisce, attorno al 1449, la carica di Gran ciambellano facendone una sorta di Ministro delle Finanze. Il profilo bellissimo del giovane e potente Ciambellano \u00e8 coronato da un ampio cappello fiammingo con un lembo che ricade elegantemente sul collo: indumento estremamente comune, per il suo rango, nell\u2019ambiente fiammingo-napoletano dell\u2019epoca. Ma, ci\u00f2 che suscita il maggior interesse \u00e8 il <i>verso <\/i>della medaglia che rappresenta una sfera apparentemente liquida nella sua met\u00e0 inferiore e che, sotto un cielo popolato di stelle porta due picchi montani che si fronteggiano tra loro. Le scritte, a rilievo, dicono: OPVS. PISANI. PICTORIS. e PERVVI SEFA. \u00c8 possibile che al tempo di Jheronimus, molti di questi simboli o allegorie fossero decisamente pi\u00f9 trasparenti di quanto non lo siano adesso. La lucidit\u00e0 dell\u2019immagine verr\u00e0 adesso recitata per noi dal metallo riflettente della medaglia(4) (<i>fig. 3, 4, 5<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ma, \u00e8 il momento di risalire all\u2019Arcobaleno costruito direttamente, in laboratorio e dall\u2019uomo senza intervento divino. solo molto di recente sono stati pubblicati i <i>fac-simile re-prints <\/i>dei disegni autografi di Sir Isaac Newton che sono appartenuti da almeno due secoli alla <i>Porthsmouth Collection of Books and Papers written by or belonging to Sir Isaac Newton. <\/i>Questi manoscritti vennero riorganizzati e pubblicati attorno al 1872-1888. Ci occuperemo solo di alcuni aspetti della grafica adottata da <i>Newton <\/i>che aveva in mente il loro uso nelle lezioni da lui tenute e, poi per l\u2019<i>Optiks <\/i>che apparir\u00e0 a Londra, pi\u00f9 tardi ossia nel 1704. Nell\u2019analisi ravvicinata di questi disegni seguiremo il numero delle pagine scritto sui fogli (p. 3, p. 25, p. 35, p. 37 e p. 67). La loro successione numerica sembra davvero riflettere l\u2019andamento temporale dell\u2019argomentazione, il progressivo complicarsi e articolarsi dell\u2019<i>Experimentum Crucis<\/i>. A pagina 3 ci troviamo di fronte, un po\u2019 inaspettatamente, ad un interno costruito in modo assolutamente canonico con, al pavimento, la scacchiera albertiana, le pareti laterali disegnate come trapezi isosceli e, quella di fondo, come un rettangolo in scala esatta con la parete invisibile ma attraverso la quale stiamo guardando nella stanza di Newton. La prospettiva \u00e8 centrale e la narrazione grafica assolutamente simmetrica. A pagina 25 la situazione \u00e8 di poco mutata ma il pavimento \u00e8 scomparso e il punto di vista si \u00e8 decisamente spostato sulla sinistra, tanto che la parete di destra offre uno spazio didattico molto pi\u00f9 ampio di quello di sinistra. La pagina 35 ci mostra un ulteriore significativo spostamento del punto di vista e, conseguentemente, di quello di fuga. Newton deve articolare la sua narrazione con maggiori dettagli grafici e utilizza lo spazio narrativo a sinistra per sistemarvi i due prismi, i prossimi protagonisti dell\u2019esperimento. A pagina 37 l\u2019operazione \u00e8 chiusa e completata, Newton non ha pi\u00f9 bisogno della <i>Retorica dello Spazio <\/i>per farsi capire da noi. L\u2019unica cosa che lo interessa \u00e8 che noi (o forse lui stesso) abbiamo compreso i rapporti che legano tra loro i due prismi, il foro alla finestra e lo spettro dei colori che si \u00e8 andato a proiettare sul foglio bianco. Ci\u00f2 a cui abbiamo assistito \u00e8 stata la progressiva scomparsa di quell\u2019idea di spazio che Eleanor Winsor Leach nel suo meraviglioso studio chiama con perfezione lessicale <i>The Rethoric of Space <\/i>(<i>fig. 6, 7, 8, 9, 10, 11<\/i>).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1407 size-full\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R.jpg\" alt=\"\" width=\"2460\" height=\"679\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R.jpg 2460w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R-300x83.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R-2000x552.jpg 2000w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R-768x212.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R-1536x424.jpg 1536w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4-01-R-2048x565.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2460px) 100vw, 2460px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4_b-01-R.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1406 size-full\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4_b-01-R.jpg\" alt=\"\" width=\"1337\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4_b-01-R.jpg 1337w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4_b-01-R-300x137.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-4_b-01-R-768x352.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1337px) 100vw, 1337px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><em>fig. 6, 7, 8, 9, 10, 11 La sequenza \u00e8 stata analizzata in dettaglio nel testo e, qui, non occorre commentare ulteriormente. Ma il procedere regolare della eliminazione delle strutture linguistico retoriche che cedono il passo alla stretta narrativa scientifica appare molto chiaro.<\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non esiste alcun dubbio che Newton abbia adeguatamente sgomberato la strada per farvi passare il modo di pensare del suo esperimento.<br \/>\nMa, dalla retorica, anche dello spazio, \u00e8 assai difficile liberarsi. Tutto sommato nella nostra privata concezione del Mondo la deformazione prospettica \u00e8 una componente ineliminabile. Anche adesso non pu\u00f2 pi\u00f9 esistere qualche <i>fan <\/i>di Newton che non consideri l\u2019enorme debito di lui verso Descartes e non abbia chiaro il contributo dell\u2019olandese alle idee e teorie dell\u2019inglese. Ma, se si considera l\u2019illustrazione cartesiana dell\u2019arcobaleno dobbiamo restare senza fiato. Un Arcobaleno non pu\u00f2 essere \u201cvisto in prospettiva\u201d. Un Arcobaleno deve apparire come un arco di cerchio pi\u00f9 o meno completo, magari doppio e con altri aggettivi ma, ovviamente non pu\u00f2 apparire \u201cin prospettiva\u201d. Ma, anche se non <i>pu\u00f2 <\/i>apparire in prospettiva pu\u00f2 essere disegnato in prospettiva ed \u00e8 quello che Cartesio fa direttamente o chiede al suo disegnatore di eseguire. \u00c8 chiaro che il vero messaggio del disegno altro non \u00e8 che la ricostruzione ideale e \u201cmodellistica\u201d di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dentro una singola goccia, l\u2019ipotesi della tripla riflessione con conseguenti uscite del raggio dalla sfera della goccia seguendo diverse angolazioni rispetto al terreno. Ma, il disegno \u00e8 cos\u00ec corretto dal punto di vista realistico-accademico da imporre che il piede dall\u2019arcobaleno pi\u00f9 prossimo all\u2019ipotetico disegnatore debba apparire di dimensioni decisamente maggiori di quello remoto (<i>fig. 12<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1435\" aria-describedby=\"caption-attachment-1435\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1435\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-5-01-300x279.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-5-01-300x279.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-5-01-768x713.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-5-01.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1435\" class=\"wp-caption-text\"><em>fig.12 L\u2019attitudine scientifica di Cartesio e il suo sistemare l\u2019illusione prospettica al suo posto per far campeggiare l\u2019argomentazione scientifica indicata dal percorso della luce nella goccia sferica di acqua, qui \u00e8, come dire, superata, dalla estrema disinvoltura con cui Vincenzo Scamozzi pi\u00f9 di un secolo prima si permette di far notare come anche il corpo umano, la forma definitiva e modello della realt\u00e0 possa essere \u201cmanipolato\u201d da una illusione ottica.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando Marcus Gheeraerts, nel 1592 circa dipinge <i>Queen Elisabeth the First <\/i>in atto di riappacificazione con un suo disobbediente e imbarazzante suddito, la rappresenta con un arcobaleno tenuto delicatamente nel pugno appena chiuso per non turbarne i colori, ma anche per non \u201cfarsi male\u201d. Immaginate l\u2019assurdit\u00e0 di rappresentare l\u2019arcobaleno \u201cin prospettiva\u201d in questo caso dove esso altro non deve essere che una precisa idea del potere politico, dell\u2019equilibrio e della <i>gravitas <\/i>monarchica. Non dice la scritta: NON SINE SOLE IRIS? Non ci pu\u00f2 sfuggire che l\u2019arcobaleno \u00e8 pi\u00f9 una solida lucida sbarra curva, un potente attrezzo del potere e qui le <i>gocciole <\/i>non hanno posto. Ma solo la volont\u00e0 regale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0(5)<\/span><\/p>\n<p>In queste ultime pagine in cui la minuscola \u201cstoria dell\u2019arcobaleno\u201d sta per concludersi il ritorno indietro nel tempo si sta facendo necessario e costante (<i>fig.13<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1436\" aria-describedby=\"caption-attachment-1436\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1436\" src=\"http:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-6-01-300x297.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-6-01-300x297.jpg 300w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-6-01-150x150.jpg 150w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-6-01-768x761.jpg 768w, https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pierantoni-luce-6-01.jpg 1175w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1436\" class=\"wp-caption-text\"><em>fig.13 Nel 1920, ad Hagen, Bruno Taut pubblica il suo der Weltbaumeister. Pensato in origine come uno \u201cspettacolo architettonico per musica sinfonica\u201d venne illustrato perso- nalmente e con grande entusiasmo da Taut medesimo. Qui, per terminare il breve studio sull\u2019Arco di Luce abbiamo scelto l\u2019immagine che l\u2019architetto medesimo commenta con \u201cpioggia intensa &#8230; arcobaleno blu, giallo, rosso, verde sullo sfondo azzurro &#8230; \u201c<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Non ci deve, quindi sorprendere come questo preciso evento atmosferico possa, al termine delle <i>Metamorfosi <\/i>di Ovidio, divenire un simbolo del potere politico, un vero vincolo tra terra, ossia citt\u00e0 e cielo ossia luce.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Come chiaramente indicato nelle <i>Metamorfosi <\/i>(Libro XIV<i>, <\/i>vv. 820-851) il progetto politico augusteo di implementare nella struttura di potere romano il vecchio <i>Pantheon <\/i>porta <i>Iride <\/i>direttamente sul <i>Quirinale <\/i>e la inserisce astutamente nel disegno politico generale. (6)<\/p>\n<p>Non dobbiamo, in questo caso, troppo scandalizzarci se individuiamo in Ovidio finalmente il cantore del potere politico, l\u2019uomo di corte, l\u2019elegantissimo seduttore a due centimetri dalla modesta sedia dove augusto, pensosamente, lo sta ascoltando ma, gi\u00e0 meditando la sua fine sulle sponde di un mare oscuro, nero, freddo. Infinitamente remoto e senza alcuna speranza di arcobaleni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Aveva appena<br \/>\ndetto ci\u00f2 e Venere si ferm\u00f2 in mezzo al Senato,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>invisibile a tutti e, toglie al corpo<br \/>\ndel suo Cesare l\u2019anima e non la lascia<br \/>\ndissolversi ma la porta tra gli astri celesti.<br \/>\nE mentre la porta, vede che si illumina e brucia<br \/>\ne la lascia andare dal seno: vola pi\u00f9 alta<br \/>\ndella luna e, trascinandosi per lungo tratto una coda<\/p>\n<p>fiammeggiante, diventa una fulgida stella e, vedendo<\/p>\n<p>le imprese del figlio<br \/>\nammette che sono<br \/>\npi\u00f9 grandi delle sue.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<h6>(1)\u00a0Giorello, G.; Greco, A. (a cura di) \u201cGoethe scienziato\u201d Einaudi, 1998. In particolare si segnalano i capitoli \u201cLa teoria dei colori goethiana alla luce della nuova fenomenologia\u201d di Herman Schmitz (p. 125-147) e \u201cLa fecondit\u00e0 della concezione scientifica di Goethe per il presente\u201d di Jochen Bockem\u00fchl. Anche il bel volume magnificamente illustrato dalle fotografie di Dario Lanzardo, \u201cOmaggio a Goethe. Forme e colori in Natura\u201d, Museo di Scienze Naturali di Torino, 2000: opera estremamente interessante, oltre ad essere esteticamente molto ben riuscita.<\/h6>\n<h6>(2)\u00a0La poesia cui si fa riferimento nel testo \u00e8 pubblicata con altre novantanove in Goethe, J.W. \u201cCento Poesie\u201d (scelte da Siegfried Unseld), Einaudi, 1997. La poesia \u00e8 \u201cDie Metamorphose der Planzen\u201d (p. 147), datata 1798. I pochi dati biografici sono facilmente ricavabili da: Goethe, J.W. \u201cItalian Journey\u201d Penguin books, 1970 e Santoli, V. (a cura di) \u201cJ.W. Goethe \u2013 Opere\u201d Sansoni Editore, 1960.<\/h6>\n<h6>(3)\u00a0Naturalmente, non \u00e8 questo il luogo per introdurre eccessive notazioni bibliografiche su Jheronimus Bosch, pu\u00f2 essere qui sufficiente alludere al complesso e ricco studio di Caterina Limentani Virdis \u201cSettantamila veli di luce e di ombra\u201d in \u201cLe Delizie dell\u2019Inferno. Dipinti di Jeronimus bosch e altri Fiamminghi restaurati\u201d (pp.15-50); oltre al controverso ma molto ampio studio di Charles de Tolnay \u201cEinf\u00fchrung in das Werk des Hieronymus Bosch\u201d, Baden-Baden, Holle, 1973. Altre notizie importanti derivano, naturalmente da \u201cL\u2019opera completa di Bosch\u201d, (presentazione di Dino Buzzati e apparati critici e filologici di Mia Cinotti), Rizzoli, 1966.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/h6>\n<h6>(4)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Solo per informazione si include una indicazione bibliografica sul complicato problema del \u201csignificato\u201d della sfera e sui suoi dubbi ma interessanti collegamenti con la moneta del Pisanello. Sul problema si pu\u00f2 vedere: Marini, P. (a cura di) \u201cPisanello\u201d Electa, 1996; in particolare, le p. 410-411 dove la medaglia \u00e8 riprodotta con molto dettaglio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/h6>\n<h6>(5)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>I due non molto noti ritratti di Elisabetta I, eseguiti forse entrambi da Marcus Gheeraerts attorno al 1592 intendono rappresentare due momenti significativi del potere politico ma anche della determinazione psicologica della sovrana. Il caso dell\u2019arcobaleno indica con chiarezza che la Sovrana ha deciso di perdonare ad un suo suddito che ha avuto l\u2019ardire di \u201cDivenire lo schiavo di una donna straniera\u201d, si tratt\u00f2 di una certa Anne Vavassour ed Elisabetta ne fu molto adirata. Essa poggia con estrema convinzione i suoi piedi regali proprio sull\u2019Oxfordshire tenuta del fedifrago e infedele suddito.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/h6>\n<h6>(6)\u00a0Solo un breve cenno alla deriva politica cui tendono le \u201cMetamorfosi\u201d ovidiane. Dopo aver esplorato il complicato mondo delle mutazioni, dei sensi, degli orrori simulati o reali, delle risposte delle epidermidi, Ovidio si accosta, al chiudersi del poema, al potere. Troppo tardi, forse.<\/h6>\n<hr \/>\n<p><em>(Tratto da\/from:<a href=\"http:\/\/www.faustolupettieditore.it\/catalogo.asp?id=233\"> Nota Bene. I linguaggi della comunicazione. Over the rainbow, n.2, Anno IV, Fausto Lupetti Editore, Milano 2012. ISBN 978-88-97686-35-4<\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella nostra privata concezione del Mondo \u2028la deformazione prospettica \u00e8 una componente ineliminabile. <\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":1396,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[9,33,86,87,90,101],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1395"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1439,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395\/revisions\/1439"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blueforma.it\/centro-interdisciplinare-di-ricerca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}